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EMIGRATI E IMMIGRATI DELLA SARDEGNA

Permanent residence: Nuovo modulo per la richiesta

21.05.2018 - Ci avviciniamo sempre più alla data fatidica del 29 marzo 2019, quanto il Regno Unito uscirà ufficialmente dall’Unione Europea. Anche i più ottimisti che hanno resistito all’idea di attivarsi per ottenere un riconoscimento del proprio status nel Regno Unito, stanno seriamente considerando la propria situazione per assicurarsi di poter fare domanda all’Home Office quando diventerà necessario. In attesa dell’introduzione del settled status, le domande di permanent residence continuano ad aumentare e il 9 maggio 2018 l’Home Office ha pubblicato un nuovo modulo EEA per la richiesta di permanent residence che ha sostituito quello precedente”. A darne notizia è LondraItalia.com, quotidiano online diretto da Francesco Ragni, che oggi ospita questo articolo di Gabriella Bettiga, avvocato esperto in materie di immigrazione presso lo Studio Legale Sliglaw LLP.
“La lunghezza del modulo è la stessa, 85 pagine e il costo della domanda rimane invariato a £65.
Ci sono però alcune novità: il nuovo modulo chiarisce che chi – dopo aver vissuto nel Regno Unito per cinque anni consecutivi – lascia il Paese per due anni ha perso il diritto alla permanent residence, e non può pertanto fare domanda.
Questo requisito non è certo nuovo, ma il precedente modello EEA non lo specificava e, considerando che i piani del governo britannico sembrano voler estendere la lungezza delle assenze consentite dopo l’acquisto del settled status da due a cinque anni consecutivi, appare strano che questa precisazione sia stata inserita nella nuova versione del modulo.
Con l’introduzione del nuovo modulo, chi fa domanda di permanent residence sulla base della propria residenza legale nel Regno Unito per un periodo di cinque anni che si è concluso almeno due anni prima della presentazione della domanda stessa, deve indicare le proprie assenze dal completamento dei cinque anni fino alla data di invio della domanda.
Inoltre è ancora necessario indicare le assenze durante i cinque anni nei quali si è maturato il diritto alla permanent residence. Questo è certamente un compito noioso, che può essere evitato se si decide di completare il modulo EEA online invece di quello cartaceo.
Va però ricordato che chi vorrà poi fare domanda di cittadinanza britannica, dovrà comunque preparare una lista delle proprie assenze nei cinque anni che precedono la richiesta (o tre anni se si è sposati con un cittadino britannico), per cui molti dovranno comunque eseguire questo compito, cosa non facile se le assenze riguardano viaggi all’interno dell’Europa, in quanto non ci sono timbri su passaporti a ricordarci quando siamo stati via.
Il nuovo modulo EEA non presenta altre grosse novità. Il requisito dell’assicurazione sanitaria per studenti e persone economicamente autosufficienti rimane, nonostante l’annuncio del governo che anticipa che potrebbe non essere più necessario quando si farà domanda di settled status.
Va ricordato che per fare in modo che la propria domanda sia valida, è necessario inviare un documento di identità originale. Fotocopie e documenti scaduti non bastano, e molte domande di permanent residence tornano indietro come non valide proprio per questo motivo. Chi ha sia il passaporto che la carta di identità, potrà inviare uno dei due documenti, e utilizzare l’altro in caso di viaggi.
Il documento inviato verrà restituito dall’Home Office dopo la decisione della domanda. In caso di urgenza, c’è la possibilità di richiedere la restituzione del proprio passaporto o carta di identità, ma molto spesso si devono attendere settimane. Perciò se si viaggia spesso, è meglio completare il modulo EEA online e servirsi del servizio di autentica del passaporto messo a disposizione da molti comuni britannici.
A questo indirizzo è possibile consultare il modulo EEA per la richiesta di permanent residence”. (aise)
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